Il futuro di un Paese si misura sulla capacità del sistema di stimolare il potenziale creativo delle nuove generazioni. E quella creatività riguarda fondamentalmente l'ambientamento nei nuovi assetti psicologici e comunicativi create dall’evoluzione tecnologica in atto (è sempre accaduto, cambiano le tecnologie). Le generazioni-ponte devono però creare le condizioni adeguate perché questo accada, perché un Paese che non scommette sul proprio futuro è un Paese che non ha prospettive ed è destinato ad invecchiare. Sembra proprio che sia il caso del sistema Paese Italia dove molti pensano che la creatività sia come un diploma da attaccare sulle pareti del proprio studio professionale. Fermo, immutabile. Eppure tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita.
La parola “creatività” va ben oltre il sistema delle arti, ma purtroppo è stata inflazionata, indebolita da un abuso del sistema pubblicitario attraverso cui s’è estetizzata la pratica del video, tutta proiettata nel grande imbuto televisivo. Ma qualcosa sta cambiando lo stesso sistema pubblicitario inizia ad interrogarsi sulle dinamiche del web 2.0 che presuppone il fenomeno partecipativo dell’ user generated content. Sta emergendo una creatività diffusa, espressa dalla condizione attiva del prosumer, il consumatore d’informazione che se ne fa produttore mettendosi in gioco, riflettendo la propria soggettività, interpretando la società secondo il proprio punto di vista interconnesso a tanti altri punti di vista. Non è più una questione di forme e contenuti ma di relazioni: si sta sviluppando una creatività sociale che grazie alle strategie relazionali di internet si sta espandendo in modo esponenziale.
La Roma Creativa che auspichiamo è la città che rilanci la propria vocazione originaria di laboratorio antropologico glocal, dove da millenni convergono culture diverse, capacità di declinarle in creatività sociale e qualità della vita. Città dove la dimensione locale del genius loci si coniuga con quella globale delle reti.
La Roma Creativa possibile è quella dove lo straordinario impianto dei beni culturali e paesaggistici della sua area metropolitana possa essere fruita attraverso un sistema di comunicazione interattivo che metta in relazione il web con il mobile e i gps, attraverso cui promuovere nuovi servizi telematici, sia funzionali sia ludico-partecipativi.
La Roma Creativa di cui abbiamo bisogno è quella dove i nuovi talenti possano sviluppare le loro intuizioni che spesso abbracciano sia l’aspetto strettamente scientifico e tecnologico sia quello culturale ed artistico. Si tratta di promuovere dei cantieri permanenti di produzione creativa, capaci di avviare prototipi e svolgere la funzione di incubatori di giovani imprese creative.
La Roma Creativa da promuovere è quella dove l’elevata, in qualità e in quantità, offerta culturale possa incontrasi al miglior grado con la sua domanda, intercettando le nuove sensibilità giovanili proprio grazie all’uso dei media interattivi, qualificando i flussi urbani (innervando di marketing culturale i sistemi dell’infombilitò) e sollecitando le dinamiche del feedback attraverso le pratiche del web 2.0. In questo senso è indicativo istituire progetti di social networking territoriale che possano promuovere, nell’ambito dei diversi Municipi, le modalità di creatività sociale espresse non solo dalle associazioni culturali ma dalle più diverse aggregazioni giovanili, come quelle connesse al sistema scolastico, attuando pratiche dirette di relazione tra rete e territorio.