Discussione sul programma nazionale del Partito Democratico

In questa sezione si svolge la discussione e l'editing per la stesura della proposta programmatica dei WikiDemocratici, relativamente al PD.

Vuoi leggere quanto gli utenti di WikiDemocracy hanno già scritto come programma per il Partito Democratico? Vai al programma pubblicato.
Vuoi iniziare a presentarti e fare conoscenza con il coordinatore, il moderatore e gli altri utenti di questo wiki-partito? Entra nel BAR!

Indice del Programma

In riquadri come questo vengono copiati dal sito del Partito Democratico alcuni punti del programma ufficiale del Partito Democratico che, grosso modo, trattano degli stessi argomenti e riassumono la posizione ufficiale del PD

Politica estera

Giustizia e Legislazione

Rapporto potere politico-potere giudiziario, possibilità e limiti nell'ingerenza reciproca.

Noi porteremo a compimento le riforme avviate negli scorsi anni, come la razionalizzazione e l’accelerazione del processo civile e di quello penale. Ma adotteremo anche provvedimenti amministrativi che possono essere presi immediatamente, per accrescere l’efficienza del sistema giudiziario italiano.

Allo scopo di ridurre la durata dei processi, sarà reso non conveniente adire le vie giudiziarie per chi trasgredisce il codice civile o la legislazione in materia di diritto civile, ad esempio aumentando gli interessi legali o i costi di giudizio per coloro che non pagano i debiti.

Sempre allo scopo di ridurre la durata dei processi penali, sarà profondamente modificata la normativa relativa alla prescrizione, in modo da rendere non più conveniente attuare manovre dilatorie da parte degli imputati per allungare i tempi del processo.

C’è poi il nodo delle intercettazioni telefoniche, informatiche e telematiche. E’ uno strumento essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata e assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Si tratta di conciliare queste finalità con i diritti fondamentali, come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.

La Proposta Radicale

Sicurezza

Attività di polizia e ordine pubblico, prevalentemente nella vita quotidiana e nelle città.

Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico.

Per questo, trasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilità interna alla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo nelle attività amministrative di supporto alle attività di polizia. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.

Il “pacchetto sicurezza” approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva ampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in appartamento, lo scippo, l’incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti questi casi prevedeva l’obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato, l’applicazione d’ufficio della custodia cautelare in carcere già con la sentenza di primo grado e l’immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi di sospensioni. Su questa linea noi proseguiremo.

La Proposta Radicale

Lavoro

Legislazione riguardante il lavoro, rapporto con le parti sociali (sindacati, industriali, categorie)

Nono: lotta alla precarietà, miglior qualità del lavoro e più sicurezza, un diritto fondamentale della persona umana.

In questo senso si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civiltà. Ma anche di far avanzare un’idea alta della competizione e della produttività.

Per questo bisogna creare un'unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, grazie alla quale potrà essere realizzato un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione; bisogna, inoltre, avviare la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le parti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l'obiettivo di raggiungere 1.000 euro mensili.

Troppi giovani sono ora “intrappolati” troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari.

Noi contrasteremo questa situazione, facendo costare di più i lavori atipici e favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito. Un percorso che preveda un allungamento del periodo di prova e una incentivazione e modulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di ingresso dei giovani nel lavoro.

PROVVEDEREMO ENTRO L'ANNO 2008 ALLA TRASFORMAZIONE IN CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO DEI CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO STIPULATI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DEGLI ENTI LOCALI NON ECONOMICI.

(nota di — Corrado Truffi 2008/02/21 22:39 per ora non tolgo, ma quanto sopra proposto è abbastanza opinabile: da un lato, il processo di stabilizzazione è già previsto dall'ultima finanziaria, dall'altro esso potrebbe dover avere tempi ragionevolmente più lunghi. Infine, credo ci sia anche un qualche problema di “valutazione” della qualità professionale dei precari assunti nelle PA. O non siamo un partito che crede nel merito?)

(nota: I CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO degli enti non economici (INPS INAIL INPDADP… ecc.) sono stati GIA' assunti mediante concorso pubblico, pertanto hanno già ricevuto una valutazione di merito. Nonostante questo stanno attendendo da 4 anni dopo il biennio di formazione la trasformazione in contratto a tempo indeterminato

nota di Ivana Di Carlo Partendo dal presupposto che la valutazione della qualità dei dipendenti pubblici sia fondamentale, quale proposta dovrebbe fare il Pd per attuarla in concreto? Io credo che, anche in questo caso, la soluzione sia da trovarsi nella razionalizzazione della spesa pubblica. Andando ad agire sulle risorse disponibili, tagliando sprechi etc., credo si possa creare un circolo tale per cui è ovvio che, andando a diminuire le risorse, chi si trova a scegliere i suoi collaboratori sia costretto a dover puntare per forza di cose sulla qualità. Oltre a questo intervento ne servirebbero di strutturali, e quindi si torna ad un punto che non riguarda solo il lavoro nel settore pubblico: una seria riflessione sulle procedure concorsuali (tutte) nel nostro paese, una riforma di quel sistema che vada sul serio a premiare il merito.

CI IMPEGNEREMO CON MAGGIORI RISORSE NELLA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE.

L'abuso di posizione dominante in tutte le sue forme non solo alza i prezzi, ma riduce l'occupazione. Allo scopo di aumentare l'occupazione e soprattutto la condizione dei giovani lavoratori e di liberare le energie produttive saranno portate avanti con massima decisione le diverse liberalizzazioni accennate durante il precedente governo Prodi.

CI IMPEGNEREMO PER ABROGARE LA LEGGE CHE DEPENALIZZA IL FALSO IN BILANCIO

Questa legge rende possibili comportamenti scorretti e illegali, frodando il popolo Italiano e arricchendo persone in maniera illegale. Ci impegneremo per rendere esecutiva questa legge in modo retroattivo, rendendo inquisibile qualunque persona, fisica o giuridica, che abbia tratto beneficio dalla legge attuale.

La Proposta Radicale

Temi Etici

Sanità

Istruzione

Scuola primaria e secondaria.

Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.

Tutti gli studenti delle scuole italiane saranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per valutare la qualità dell’apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.

Importante sarà l’investimento destinato alla professionalità dei docenti. Ciò significa ad esempio prevedere per gli insegnanti periodi sabbatici di aggiornamento intensivo, così come avviene per i professori universitari. Il ministero si chiamerà della Pubblica Istruzione e Formazione. Ogni insegnante sarà sottoposto a valutazione annuale della propria attività didattica. Gli insegnanti non ritenuti idonei all'insegnamento saranno mobilitati verso altre amministrazioni pubbliche o private. Le classi non potranno superare il numero massimo di 20 studenti. In caso di presenza di alunno diversamente abile tale limite si abbassa a 15 studenti per classe. Il tempo scuola obbligatorio sarà solo mattutino e stabilito in 30 ore settimanali (sia per la scuola primaria che secondaria) e nel pomeriggio la scuola sarà aperta per effettuare attività di recupero, consolidamento, potenziamento, studio assistito, e altre attività concordate con le amministrazioni locali e le famiglie. Ogni insegnante dovrà obbligatoriamente partecipare a corsi di aggiornamento, convegni e simili riconosciuti e certificati dal ministero della pubblica istruzione.

La Proposta Radicale

Università e ricerca

Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.

Tutti gli studenti delle scuole italiane saranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per valutare la qualità dell’apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.

Importante sarà l’investimento destinato alla professionalità dei docenti. Ciò significa ad esempio prevedere per gli insegnanti periodi sabbatici di aggiornamento intensivo, così come avviene per i professori universitari.

La Proposta Radicale

Pari opportunità

Eventuali soggetti o gruppi che si ritiene abbiano disuguaglianze nei loro diritti (art.3, costituzione).

Quinto: investire sul lavoro delle donne. Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale.

Vogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Più donne occupate significa infatti più crescita, più nascite (come dimostra l’esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà.

La Proposta Radicale

Immigrazione

Come affrontare il fenomeno, strutture, flussi, integrazione.

Questo spezzone di programma non esaurisce il tema, ma è importante ed innovativoCorrado Truffi 2008/02/17 22:38

Ogni cittadino europeo deve avere il diritto di votare (e di essere votato) in tutte le elezioni del territorio dove risiede, indipendentemente dalla nazionalità. In una parola: diritto di voto legato alla residenza e non alla nazionalità.

E' con tali premesse che difendiamo l’idea di una estensione del diritto di voto alle elezioni regionali e provinciali a tutti i cittadini dell’Unione Europea residenti stabilmente in Italia alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani (a cui é già possibile partecipare alle elezioni comunali, come sancito dall'art.19 del Trattato di Amsterdam). Tale estensione sarà inizialmente unilaterale, pertanto in un primo momento non sarà necessaria nessuna misura di controparte da parte degli altri stati membri. Riteniamo fondamentale che questa decisione, oltre ad essere sostenuta all’unisono fra maggioranza ed opposizione, venga accompagnata da:

  1. Una forte implicazione di tutta la classe dirigente italiana;
  2. Una fortissima campagna di sensibilizzazione diretta ai cittadini italiani;
  3. Un solido lobbying nei confronti degli altri paesi UE interessati ad estendere la misura.

Sosteniamo altresi' che l'Italia debba difendere e proporre l’idea di estendere tale diritto di voto a tutti i residenti europei regolarmente residente in un'altro paese europeo a tutte le altre elezioni nazionali (legislative+referendum) previa firma di accordo fra gli Stati . La conclusione di accordi fra gli Stati dell'UE interessati a tale iniziativa permetterà di regolarne, di definirne le formalità amministrative e di evitare per esempio che una persona possa partecipare allo stesso tempo alle elezioni di 2 paesi diversi (cosi' come ora in Italia non é possibile votare per due comuni o per due regioni allo stesso tempo). E’ nostra opinione che fra tali condizioni si dovrà prevedere obbligatoriamente un periodo di residenza stabile di 3 o 4 anni.

La Proposta Radicale

Telecomunicazioni e nuove tecnologie

Mass-media (Tv, radio, stampa,…) e new-media (Internet, mobilità,…).

Dodicesimo: banda larga in tutti Italia e TV di qualità.

L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica. Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi.

Più libertà significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall'aumento di canali garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema. La libertà di informazione è un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un grande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.

Più concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. Più qualità: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi pubblicitari, che finanzi le produzioni di qualità. Dire qualità e dire Italia è la stessa cosa. Più autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il governo della RAI. La nostra idea è quella di una Fondazione titolare delle azioni, che nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.

Oltre alle reti di accesso wireless occorre pianificare la sostituzione delle attuali reti di accesso basate su rame con un progetto di FTTH (Fiber To The Home - fibra fino a casa), fibra fino all'abitazione, non fino al portone e poi distribuzione tradizionale. Questa soluzione rispetto alle attuali soluzioni xDSL permetterebbe di dare banda larga reale a tutti, l'utilizzo di prismi passivi porterebbe a una riduzione dei consumi elettrici e quindi dei costi di esercizio, il rame invecchia la fibra no.

La rete di accesso deve essere scorporata, una accessibile in modo paritetico da tutti gli operatori. L'attuale unbundling del local-loop è solo sulla carta e nella attuali condizioni irrealizzabile. Un solo attore dovrebbe pianificare i lavori di infrastruttura.

Deve essere imposta la neutralità della rete. Gli operatori non debbono applicare restrizioni di nessuna sorta sui servizi che gli utenti desiderano utilizzare sulla rete. La rete deve essere puro trasporto, come un'autostrada delle informazioni (così Clinton nella sua chiamava Internet) su cui viaggiano tutti.

L'accesso ai log dei service provider deve essere permesso solo agli inquirenti su esplicito mandato della magistratura, nessun alto ente o associazione deve venire a conoscenza di tali dati. I service provider sono vincolati alla privacy.

La Proposta Radicale

Ambiente e Agricoltura

Come (se può) le istituzioni possono avviare e mantenere politiche riguardanti la natura e la tutela del paesaggio.

Pensare ad un’Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.

Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.

Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.

L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.

La nostra "filosofia"

La filosofia dell'ambientalismo del sì esposta nel programma del PD, basata sullo sviluppo delle infrastrutture e sulle politiche ambientali come volano dello sviluppo economico, nonché sulla “rottamazione del petrolio”, può essere ulteriormente e meglio qualificata con queste osservazioni:

L'assunto che da cui si deve partire è che il cambiamento climatico sia un problema reale ed urgentissimo. In altri termini, si deve partire dal presupposto che le stime prevalenti fra gli scienziati, che danno un orizzonte temporale di dieci anni come tempo limite per invertire la tendenza al riscaldamento, siano da prendere sul serio. Una politica responsabile e realizzabile - in dieci anni! - è solo quella che si richiama all'idea di sviluppo (e quindi anche di crescita) sostenibile: anche perché la sfida dello sviluppo sostenibile richiede intelligenza, innovazione, investimento e tecnologia, proprio il contrario della tendenza a ripiegarsi su se stessi e a “invecchiare” che è uno dei maggiori problemi della società italiana. C'è quindi bisogno di crescita, ma di una crescita orientata ai beni immateriali e ai servizi, e comunque ben regolata: regolazione dei mercati, politiche di incentivo e disincentivo, grandi investimenti nelle tecnologie del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili e della bassa emissione, bilanciamento fra la strategia della mitigazione del danno e quella della trasformazione del sistema produttivo.

Alcune proposte

Le politiche di gestione ambientale e risparmio energetico sono molteplici e complesse, e non si pretende di essere esaustivi. In particolare, è giusto che un governo stimoli in una certa misura una vasta gamma di strumenti, spinga per la diversificazione delle fonti e quindi del rischio, incentivi anche la fantasia e il bricolage risparmioso dei cittadini e delle imprese, spinga al buon comportamento ed alle buone pratiche private che spesso - da sole - possono contribuire a realizzare risparmi energetici e riduzioni di emissioni rilevanti. E tuttavia, in presenza di risorse scarse, si dovrebbero fare anche delle scelte di concentrazione degli investimenti e dei meccanismi incentivanti/disicentivanti sulle soluzione più promettenti e (anche) più convenienti per l'Italia. Noi proponiamo in particolare queste:

Geotermia di terza generazione

L'Italia è un Paese dalle caratteristiche geologiche particolari, estremamente favorevoli alla geotermia. Forse, il posto più favorevole a questa fonte energetica dopo l'Islanda. Eppure, gli investimenti nella geotermia tradizionale sono fermi, e pochissimi si stanno attivando per la geotermia di terza generazione. Che, invece, potrebbe costituire una fonte energetica pulita e autoctona, capace di coprire, entro dieci/quindici anni, una quota non indifferente del nostro fabbisogno. Un governo lungimirante dovrebbe investire e concentrare più risorse su questa tecnica.

Coordinamento energetico del mediterraneo

L'Italia è in mezzo al Mediterraneo, e deve fare una politica attenta all'Africa del nord, ed è o dovrebbe essere il luogo migliore per una politica di cooperazione in questo mare. Le potenzialità di un Nord Africa desertico trasformato in un grande campo solare (con solare termico a concertazione di Rubbia, e con il fotovoltaico) sono fantastiche. L'Europa, con la Germania in testa, sta già lavorando a un coordinamento delle fonti energetiche su scala mediterranea.

Pubblica amministrazione come volano dello sviluppo tecnologico per il risparmio energetico

La migliore leva per promuovere lo sviluppo tecnologico nel settore energetico è la domanda pubblica. Oltre a investimenti consapevoli e concentrati, tipici di una buona politica industriale, come quelli sopra proposti, c'è un grande spazio per stimolare l'offerta di tecnologie del risparmio facendo crescere la domanda. In altre parole, se la Pubblica Amministrazione centrale e locale fosse capace di elaborare un progetto di applicazione delle tecnologie di risparmio energetico -dalla microcogenerazione alle fonti rinnovabili- si creerebbe una domanda formidabile alla quale progettisti, industrie di produzione delle tecnologie e installatori potrebbero riferirsi per qualificare e sviluppare la loro attività. La Pubblica Amministrazione, oltre che per riscaldare e condizionare decine di migliaia di uffici, consuma energia in grandi quantità per la pubblica illuminazione, per muovere l'acqua, per il trasporto dei rifiuti e per il trasporto pubblico. Tutto questo viene gestito da una miriade di uffici con criteri tecnico-progettuali e metodi contrattuali indipendenti da ogni riferimento nazionale. E’ una situazione folle che origina costi elevati, bassa produttività e scarsa innovazione, salvo qualche sporadico esempio di buona volontà qua e là per l'Italia. La riqualificazione della domanda pubblica in campo energetico richiederebbe un coordinamento nazionale nella selezione delle tecnologie e delle imprese da ammettere alle gare, ora inesistente. E, quindi, un maggiore e meglio definito ruolo di coordinamento e regia da parte dell'Autorità per l'Energia.

Carbon tax

La conversione del sistema produttivo verso lo sviluppo sostenibile costa. E va finanziata. Inoltre, solo con incentivi e disincentivi ai comportamenti individuali (di persone e di imprese) si può sperare di invertire la rotta rapidamente. Quindi, è essenziale cambiare radicalmente anche il sistema fiscale. Incentivi e disincentivi sono essenziali per internalizzare nei prodotti le esternalità negative ambientali, e il mercato dei certificati verdi e bianchi è una soluzione certamente interessante ed utile. Ma tale soluzione dovrebbe essere affiancata anche da una vera carbon tax. La carbon tax che serve non è una tassa fissa sul carburante, ma una tassa che internalizzi nel costo di tutti i prodotti il loro impatto in termini di carbonio. E, al contrario, conceda sconti (incentivi) ai prodotti carbon neutral. Sulla fiscalità per il carbonio, in breve, si dovrebbe cominciare a pensare in modo nuovo. Facendo leva su una corretta valutazione del contenuto di carbonio di beni e servizi, che è difficile ma non impossibile, si potrebbe stabilire una tassazione (o, per prodotti e servizi carbon neutral, una incentivazione) tale da indirizzare i consumi e, nel contempo, da costituire una interessante fonte di finanziamento per gli enti locali.

fonte: wikiprogramma de iMille - lievemente modificata

La Proposta Radicale

Infrastrutture

Nuove e grandi opere da realizzare.

Primo: modernizzare l’Italia.

Pensare ad un’Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.

Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.

Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.

L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.

Secondo: crescita del Mezzogiorno, crescita dell’Italia.

La priorità in materia è quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal sistema dei trasporti – strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare – su un livello quantitativo e qualitativo confrontabile con l’Europa sviluppata. E lo stesso vale per servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.

La Sicilia ha bisogno di una rete infrastrutturale che le consenta di diventare davvero, con le altre regioni del nostro Mezzogiorno, la naturale piattaforma logistica per gli scambi di servizi, di beni, di persone, di culture in un’area cruciale del mondo.

La Proposta Radicale

Istituzioni

In pratica la seconda parte della Costituzione. Modifiche, dimagrimento, rinforzi, riequilibri.

Terzo: controllo della spesa pubblica.

Proprio l’esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini italiani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del Partito Democratico è quello di riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi facendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale aumentandone la produttività e rendendola finalmente quel fattore di sviluppo e di uguaglianza che oggi ancora non è.

Mezzo punto di PIL di spesa corrente primaria in meno nel primo anno, un punto nel secondo e un punto nel terzo: il conseguimento di questo risultato è condizione irrinunciabile per onorare l'altro impegno che assumiamo con i contribuenti italiani, famiglie e imprese: restituire loro, con riduzioni di aliquota e detrazioni, ogni Euro di gettito aggiuntivo, derivante dalla lotta all'evasione fiscale. Obbiettivo del Partito Democratico è quello di semplificare il nostro barocco sistema amministrativo, ridurre le sovrapposizioni fra uffici, livelli istituzionali, organismi ed enti pubblici, accorpare in un’unica sede provinciale tutti gli uffici periferici dello Stato.

Cominceremo da subito abolendo le Province nei grandi Comuni metropolitani, ai quali andranno dati poteri reali in settori importanti come la mobilità. Utilizzeremo in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l’accordo di Stato e Comuni, in modo da abbattere contestualmente di qualche punto il debito pubblico, che potrà così scendere più rapidamente al di sotto della soglia del 100 per cento sul PIL. Libereremo così risorse per almeno un punto di PIL all’anno.

I giovani non hanno peso in politica e il rapido invecchiamento della popolazione farà diminuire drammaticamente negli anni il loro peso già scarso. Siamo per una politica di incentivazione aggressiva alla partecipazione.

  • Elettorato attivo. Siamo per uniformare a 18 anni l’età minima per votare sia per la Camera che per il Senato. Paesi come l’Austria hanno esteso il diritto di voto a 16enni e 17enni. Una simile misura può essere adottata anche in Italia, senza pensare che possa essere però la panacea per uscire dall'emergenza generazionale. Si tratta di una misura dall'impatto limitato (in due decenni gli over 75 saranno il doppio di 16enni e 17enni), per cui crediamo sia necessario discutere proposte più avanzate di questa. Guardiamo con curiosità alla proposta elaborata dal politologo Demeny e più recentemente ripresa dal Professor Giglino: l’attribuzione del diritto di voto ai bambini con l’assegnazione della delega ai genitori.
  • Elettorato passivo. Siamo per uniformare a 25 anni (o meno) il limite minimo per essere eletti sia per Camera che per Senato.
  • Sindacati. Il processo di svecchiamento non può riguardare solo la classe politica. Anche i sindacati Italiani sono “vecchi”. Poiche’ i sindacati sono parte attiva nella discussione delle politiche sociali ed economiche, dovrebbero essere incentivati ad allargare il peso della loro componente giovanile. Vogliamo un sindacato che sia veramente “confederale”: che riesca a porsi i problemi di tutte le categorie dei lavoratori, non solo in termini di attività lavorative ma anche di periodo lavorativo. Un sindacato che porti uno sguardo ed una attenzione uguale a tutte le fasce deboli, ai pensionati come i giovani lavoratori.

La Proposta Radicale


Tools personali